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    Geppino Falco coordina studio 'spaziale' sull'osteoporosi

    Entra nel vivo l’esperimento ReADI FP (Reducing Arthritis Dependent Inflammation First Phase), ideato da Geppino Falco, professore di Biologia Applicata dell’Università Federico II di Napoli. La progettazione, da tempo avviata sulla Terra, sta infatti vivendo la sua fase cruciale e più originale nell’attrezzatissima Stazione Spaziale Internazionale (ISS), dove l’uva aglianico, dalle cui vinacce sono stati estratti metaboliti, dovrebbe fornire indicazioni preziose sulla lotta all’osteoporosi, malattia invalidante molto diffusa nella popolazione anziana, soprattutto femminile. L’esperimento si sta svolgendo in un piccolo laboratorio che include dei microinfusori, per iniettare, in modo finemente controllato, una formulazione a base di collagene e resveratrolo, utile al differenziamento di cellule staminali. Se queste ultime risponderanno positivamente agli stimoli, dovrebbe verificarsi un rallentamento dell'apoptosi, ossia della morte delle cellule alla base dell'impalcatura scheletrica.

    ‘’Gli astronauti - spiega Geppino Falco, che è anche responsabile del Laboratorio di Biologia dello Sviluppo a Biogem, - operano in un ambiente estremo, che mette a dura prova la fisiologia del nostro corpo, e la permanenza nello spazio comporta un forte stress per alcuni tessuti, in particolare quello muscolo-scheletrico’’. Non sono ancora chiare - prosegue Falco - le alterazioni molecolari alla base di tali disfunzioni, perché è difficile riprodurre nei nostri laboratori le stesse condizioni ambientali ’’. ‘’Abbiamo quindi deciso – precisa infine lo stesso Falco - di far viaggiare il nostro laboratorio nello spazio, grazie a una struttura portatile, da noi ideata, che, senza l’ausilio umano, consente lo svolgimento dell’esperimento per almeno due settimane’’.

    Il progetto, ingegnerizzato dalla società Marscenter, nasce dal contratto tra la società consortile ALI – Aerospace Laboratory for Innovation– e la Nanoracks Europe, società europea del gruppo XO Markets Holdings Inc, insieme alla Nanoracks LLC (USA). Può infine contare sul contributo della Regione Campania e dell'azienda vinicola irpina Mastroberardino, quest'ultima come fornitrice delle vinacce di aglianico.

     

    Ettore Zecchino

    Biogem in progetto AIRC su immunoterapia ed epigenetica dei tumori

    C’è anche il professore Michele Ceccarelli, in qualità di uno dei cinque ‘group leader’, in un ambizioso studio della Fondazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, intitolato ‘Metastatic disease: the key unmet need in oncology’. La ricerca, coordinata dal professore Michele Maio, dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese, e rientrante nel programma speciale AIRC ‘5 per mille’, si propone di valutare come le modifiche epigenetiche influenzino diversi aspetti del tumore e del microambiente che lo circonda, a partire dalla risposta all’immunoterapia. Al centro dello studio, già in corso, si segnalano, in particolare, forme di tumore molto aggressive, quali il melanoma, il mesotelioma e il glioblastoma.

    Toccherà, quindi, all’unità del professore Ceccarelli, comprendente il Gruppo di Bioinformatica di Biogem, l’analisi dei dati clinici e di laboratorio generati dal progetto, in grado di svelare la caratterizzazione dei meccanismi epigenetici che regolano il rapporto tra tumore, microambiente e cellule del sistema immunitario. Tra gli obiettivi del programma AIRC si segnala la comprensione del ruolo delle diverse alterazioni osservate nel tumore a livello epigenetico e coinvolte nella resistenza all’immunoterapia, e il conseguente sviluppo di innovative strategie di cura, che coinvolgano sia farmaci epigenetici sia inibitori dei checkpoint immunitari.

    Il progetto prevede una prima parte basata sul sequenziamento dei campioni di melanoma, ma anche di mesotelioma e di glioblastoma, sviluppati a diversi livelli e che coinvolgono l’epigenoma (l’insieme delle caratteristiche epigenetiche del DNA), il trascrittoma (l’insieme dei geni che vengono espressi sotto forma di RNA messaggero), e le mutazioni del DNA.I ricercatori, guidati dal professore Maio, metteranno quindi in relazione le informazioni ottenute con la progressione della malattia (inclusa la diffusione sotto forma di metastasi), il contesto immunitario nel quale il tumore si muove e prolifera, e la resistenza alle immunoterapie. Cercheranno, inoltre, di identificare nuovi processi o molecole, capaci di favorire la formazione delle metastasi e la resistenza all’immunoterapia, e che possono diventare bersagli di farmaci specifici. Una delle fasi del programma AIRC 5x1000 di Maio e colleghi prevede, nello specifico, lo sviluppo di cellule e animali di laboratorio, da usare per verificare se i bersagli epigenetici e immunitari identificati possano davvero modificare il dialogo tra il tumore e l’ambiente che lo circonda, e produrre una risposta immunitaria più efficace contro la malattia.

    Le informazioni emerse dal progetto costituiranno la base scientifica per ideare studi clinici altamente innovativi e valutare l’efficacia di terapie combinate di farmaci epigenetici e di immunoterapie in pazienti con melanoma, mesotelioma e glioblastoma metastatici, o localmente avanzati. Si valuteranno anche farmaci che modificano il microambiente, per capire se questo approccio possa migliorare l’efficacia dell’immunoterapia.

    Il progetto AIRC ‘5 per mille’ coinvolge molte decine di ricercatori di laboratorio e clinici e ha già iniziato a generare dati importanti, in corso di trasferimento in clinica in pazienti oncologici affetti da melanoma cutaneo e da mesotelioma pleurico.

     

    Ettore Zecchino

    Le 'Due Culture' in versione autunnale nel 2021

    Sarà la libertà il tema dominante della tredicesima edizione del meeting simbolo di Biogem, eccezionalmente in programma dal 21 al 24 ottobre, nella speranza di intercettare la tanto sospirata immunità di gregge, e di ridurre, quindi, al minimo, i rischi di contagio da COVID-19. La manifestazione, che verrà integralmente trasmessa anche in diretta web, sarà idealmente dedicata al compianto Paolo Isotta, storico protagonista delle 'Due Culture'.

    Dopo i saluti del presidente di Biogem, Ortensio Zecchino, l’introduzione toccherà al professore Dino Cofrancesco, dell’Università degli Studi di Genova. Momento cruciale della prima giornata sarà la video-conferenza dello statunitense Martin Chalfie, vincitore del Premio Nobel nel 2008, grazie alla scoperta della 'Green Fluorescent Protein', usata come marcatore in medicina.

    Nel secondo giorno il dibattito verterà sul tema 'Imputabilità e Libertà', con il giurista Gustavo Pansini, Professore Emerito dell'Università di Urbino e il neuroscienziato Pietro Pietrini, Direttore della Scuola IMT Alti Studi di Lucca, moderati dall'Avvocato Vincenzo Regardi. A seguire, due protagonisti della cultura nazionale, quali Aldo Schiavone ed Ernesto Galli Della Loggia, discetteranno su ‘Eguaglianza e Libertà’.

    La giornata di sabato, come da tradizione, si sdoppia. In mattinata, spazio ad Anna Maria Mandalari, dell’Imperial College di Londra, chiamata ad affrontare il tema della libertà in rapporto all’identità digitale. A seguire, Mario Panizza, dell’Università di Roma Tre, relazionerà su ‘Architettura e Libertà’. Nella sessione pomeridiana irrompe la grande letteratura, con Danilo Breschi e le sue considerazioni sulla ‘Libertà in Dostoevskij’. In pieno spirito da ‘Due Culture’, non potevano mancare, in rapida successione, le angolature filosofico-scientifiche, con Laura Palazzani (Università Lumsa di Roma) e Gilberto Corbellini (Università La Sapienza), e quella teologica, sul plurisecolare tema del libero e servo arbitrio, in Erasmo e Lutero. Quest’ultima conferenza, organizzata in collaborazione con ASLI- Accademia di Studi Luterani in Italia, vedrà la partecipazione di Mons. Franco Buzzi, della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, e di P.Dieter Kampen, Vicepresidente Accademia Studi Luterani in Italia, moderati dal presidente Zecchino.

    Il tema della libertà religiosa sarà rilanciato nella giornata conclusiva da una ‘lectio magistralis’ del Cardinale Giovanni Battista Re, preceduto da Vincenzo Scotti e Luigi Paganetto (Libertà economica), e seguito da Francesco De Sanctis, Accademico dei Lincei, sulla libertà tra scienze naturali e scienze umane. In chiusura, ad anticipare il commiato finale del presidente Zecchino, un vero e proprio inno al cervello, ‘più grande del cielo’, nella relazione del Professore Giulio Maira, dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano.

    Non mancheranno, infine, momenti serali culturali e di intrattenimento, quest’anno ispirati, oltre che al già ricordato Paolo Isotta (con la 'regia' del maestro Nazzareno Carusi e la partecipazione della violoncellista Ludovica Rana e dell'attrice Lara Sansone), ma anche al grande filosofo Aldo Masullo, altro ‘amico di Biogem’. Senza dimenticare, grazie al professore Michele Rinaldi, il sommo Dante, che di libertà se ne intendeva molto.

     

    Ettore Zecchino

    Gli ultimi sviluppi della patologia computazionale nel seminario UniNa

    Saranno le più moderne strategie di supporto alla diagnostica, e, tra queste, in primo piano, gli orizzonti futuri della patologia computazionale, il fulcro dell’intervento di Gabriele Campanella al prossimo seminario di biologia computazionale dell’Università di Napoli Federico II, sponsorizzato da Biogem, e in programma il prossimo 14 Luglio. Il giovane dottorando italiano presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, partirà da una interpretazione della patologia come pietra angolare della moderna medicina e, in particolare, della cura del cancro. In questo senso – anticipa Campanella – ‘’le diagnosi su vetrini sono la base per le ricerca clinica e farmaceutica dei patologi , e, cosa più importante, per la decisione sulla metodologia di trattamento del paziente’’. ‘’Di recente – precisa infatti Campanella - grazie ai progressi nella tecnologia a scanner, e nella visione computazionale, la patologia computazionale si è sviluppata per facilitare la diagnostica assistita e per facilitare il flusso di lavoro per i patologi, fornendo, in ultima analisi, una migliore cura al paziente’’.
    ‘’Sfortunatamente – ammette Campanella - ci sono molte sfide da affrontare prima che queste tecniche siano pronte per l’applicazione clinica’’. ‘’Nel nostro lavoro – dichiara infine il ricercatore - abbiamo sviluppato una nuova strategia di addestramento di modelli predittivi che possano basarsi su grandi raccolte di dati. Siamo inoltre interessati  alle strategie di integrazione dei sistemi di supporto diagnostico nel flusso di lavoro clinico’’.

     

    Ettore Zecchino

    Conclusa a Biogem la campagna vaccinale anti COVID-19

    Sono terminate con successo, nel centro di ricerca irpino, le somministrazioni delle seconde dosi del vaccino anti-COVID-19 Moderna, riservate non solo al personale interno, ma anche a quello di altre aziende del territorio. Biogem ha quindi svolto, a tutti gli effetti, le funzioni di hub vaccinale, in pieno coordinamento con Confindustria Avellino, e, naturalmente, con l’ASL .L’iniziativa ha visto l’impegno diretto di una buona parte del personale di Biogem, e testimonia la sempre maggiore apertura al territorio dell’Istituto.

    Biogem si conferma, inoltre, in prima linea nella lotta al COVID-19, contro il quale aveva già approntato un Laboratorio per l’analisi dei tamponi rino-faringei per l’identificazione del virus. Un’attività, questa, avviata nell’Aprile del 2020, e ancora in corso, e che ad oggi vanta la refertazione di circa 215mila tamponi.

    Da ricordare, nello stesso ambito, l’ideazione dell’innovativo kit anti COVID-19 QuantiGEM, riservato ai soli operatori sanitari professionali, che, grazie alla sua capacità di quantificare gli anticorpi IgM e/o IgG contro il SARS-CoV-2 nel siero umano, rappresenta un importante supporto per valutare l’efficacia della campagna vaccinale in corso, e una valida base per ricerche e studi scientifici futuri.

     

    Ettore Zecchino

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