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    Ritorna domenica 21 agosto la ciclo-pedalata ‘IO DONO’

    L’Irpinia dei trapianti risale in bici dopo una lunga interruzione dovuta all’emergenza COVID-19. Domenica 21 agosto partirà, infatti, da Lioni, la settima edizione di ‘IO DONO’, impegnativa ciclo-pedalata amatoriale, aperta a trapiantati nefrologici e non, ideata nel lontano 2014 dal professore Giovambattista Capasso, attuale direttore scientifico di Biogem, e pensata come ‘dimostrazione sul campo’ della possibilità di condurre una vita ‘normale’, anche a seguito di una svolta così importante nell’esistenza di qualsiasi persona. La manifestazione ha sempre annoverato, tra i suoi sponsor, il centro di ricerca scientifica arianese, nel frattempo distintosi per numerose ricerche nel campo della nefrologia traslazionale.
    La kermesse, baciata da una crescente partecipazione di pubblico diretta e indiretta, punta quest’anno a dare continuità e testimonianza ai principi e ai valori del ‘dono per la vita’, ma anche a ringraziare chi si è impegnato e si impegna quotidianamente per sconfiggere il COVID-19.
    La carovana partirà alle 9:30 da Lioni, proseguendo per Sant’Angelo dei Lombardi, dove, nei pressi dell’Ospedale Civile, è previsto un ideale omaggio a tutti gli operatori sanitari, per poi proseguire verso Guardia dei Lombardi e Andretta. Di particolare valore paesaggistico è il tratto successivo, in direzione Conza della Campania, grazie alla celebre diga sull’Ofanto e al suggestivo abitato della vecchia Conza, distrutto dal terremoto del 1980. Interessante, da un punto di vista strettamente atletico, si presenta la tappa successiva, con una salita di quasi cinque chilometri, fino a Sant’Andrea di Conza, e il successivo ‘scollinamento’ verso Teora, costeggiando le valli del Sele e dell’Ofanto. L’arrivo è previsto nella stessa Lioni, a compimento di in un ideale mini-giro dell’Alta Irpinia.
    Come sempre, allo sforzo strettamente atletico, si affiancheranno momenti di sensibilizzazione sul tema dei trapianti, con racconti e confronti tra i protagonisti, ma anche occasioni per conoscere il territorio, sperimentando la grande ospitalità delle comunità irpine incontrate.
    Insieme ai colori della solidarietà e della sostenibilità, la manifestazione, ad iscrizione gratuita,  in questo particolare anno ‘bellico’ punta a veicolare anche i colori della pace, esprimendo piena solidarietà alle popolazioni coinvolte.

    Durante le varie soste saranno offerti pasti e bibite a tutti i partecipanti.

    Ettore Zecchino

    Crescono le presenze internazionali alle ‘Due Culture’ di Biogem

    Sarà il rapporto tra arte e scienza il tema portante nell’edizione 2022 del meeting ‘Le Due Culture’, in programma da mercoledì 14 a domenica 18 settembre presso la sede di Biogem, ad Ariano Irpino. La kermesse, quest’anno parte di una rassegna spalmata sull’intero anno, torna nell’abituale collocazione settembrina, e conferma la sua natura di manifestazione in presenza, contemporaneamente fruibile in diretta streaming. Anche questa volta spicca, nel lungo elenco dei protagonisti, la figura di un Nobel, l’immunologo statunitense Bruce Beutler, premiato per la Fisiologia e la Medicina nel 2011, insieme a Jules A. Hoffmann e Ralph M. Steinman, “per le loro scoperte relative all’attivazione dell’immunità innata’’. Il professore Beutler, in video-conferenza, risponderà alle domande dei presenti sulle mutazioni che causano la resistenza al cancro, argomento della sua relazione, in programma sabato 17 alle ore 17:30.

    Sarà invece tutta ‘artistica’ l’apertura del meeting, come sempre affidata ai saluti introduttivi del presidente di Biogem, Ortensio Zecchino, prologo alla ‘lectio magistralis’ del professore Marco Di Capua, dell’Accademia di belle arti di Napoli, volta ad analizzare lo sguardo dell’arte sulla natura. A seguire, i due fisici Antonio Ereditato e Franco Cervelli proveranno a dimostrare che arte e scienza sono molto più simili tra loro di quanto normalmente si è disposti a credere. Come confermerà l’artista Ettore De Conciliis, presentando, in serata, la sua mostra di pittura, un’immersione in poetiche rappresentazioni paesaggistiche.

    L’attualità busserà alle porte del meeting il giorno successivo, quando l’ambasciatore Cosimo Risi inaugurerà la sessione pomeridiana con un’intervista al suo collega Vincenzo Grassi e all’accademico Settimio Stallone sull’Europa che verrà dopo il conflitto russo-ucraino. Un grande europeo, il neuro-biologo francese Jean-Pierre Changeux, terrà, subito dopo, una lezione dall’evocativo titolo ‘The Connectomics of Conscious Processing: from the Molecular to the Cultural Level (Arts and Science)’. L’intensissimo pomeriggio di giovedì sarà chiuso dallo scrittore napoletano Maurizio De Giovanni, che, in video-conferenza, proverà a ‘’raccontare una città che si racconta’’. Sempre giovedì si aprirà il programma serale del meeting, quest’anno impreziosito dalla direzione artistica del maestro Nazzareno Carusi, celebre musicista e grande amico di Biogem. Spazio, dunque, alle note del pianista Giuseppe Albanese.
    La giornata di venerdì si aprirà sotto il segno di Leonardo da Vinci, con un ideale viaggio ‘’nella scienza prima della scienza’’, accompagnati dal direttore della Pinacoteca Ambrosiana, monsignore Alberto Rocca. Il tema della creazione tra scienza e arte sarà analizzato subito dopo dal biochimico ed accademico dei Lincei, Ernesto Carafoli, seguito da un approfondimento sul ‘Mosè’ di Michelangelo e l’interpretazione offerta da Sigmund Freud del mitico personaggio biblico, realizzato dal professore David Meghnagi, studioso di psicologia della religione e di storia delle religioni. Il programma serale prevede l’esibizione di tre giovanissime: la poetessa Imperatrice Bruno, la violinista Giulia Rimonda e la pianista Luna Costantini, impegnate in un artistico dialogo interdisciplinare.
    Le arti contemporanee faranno da cornice, sabato pomeriggio, al già ricordato intervento del Premio Nobel Bruce Beutler, anticipato da una conferenza sulla ‘’fotografia a cavallo delle due culture’’, e seguito da un intervento sui rapporti tra scienza e cinema, tenuti, rispettivamente, da Claudio Marra e Giacomo Manzoli, entrambi docenti dell’Università di Bologna. Allo stesso Manzoli toccherà aprire il programma serale, incentrato ancora sul cinema e vivacizzato dalla proiezione di sequenze filmiche, montate dal ‘compositor’ di effetti visivi Stefano Argenziano e commentate dallo storico delle istituzioni Francesco Di Donato e dal giornalista Antonio Fiore.
    La full immersion domenicale prevede anche una ricca sessione mattutina, introdotta da Francesca Casadio (Art Institute of Chicago) e Gennaro Marino (professore emerito dell’Università Federico II di Napoli) con un dibattito dal titolo ‘Tecniche diagnostiche e patrimonio culturale: un ecosistema fertile’. Di ‘immaginazione e tecnologia come soluzioni per i misteri della vita’ parlerà, invece, Antonio Iavarone, in trasferta a Biogem dal Columbia University Medical Centre di New York. Di respiro internazionale sarà anche l’incipit pomeridiano, grazie alla presenza del cosmopolita Michael Barry, studioso internazionalmente riconosciuto dell’arte islamica, che metterà a confronto la poesia persiana di ’Attâr con la predicazione leggendaria di San Francesco. La chiusura del meeting, prima dell’assegnazione del Premio Letterario ‘Maria Antonia Gervasio’ e dell’intervento di commiato del presidente Zecchino, è affidata a due stelle della scienza italiana: Giuseppe Remuzzi, che guiderà i presenti ‘’alla ricerca delle impronte del signor Neanderthal’; e Antonino Zichichi, chiamato a esprimere il suo pensiero in merito ai rapporti tra la matematica e la bellezza. Entrambe sicuramente presenti nelle note di Bach, Chopin e Rachmaninoff, che risuoneranno in sala grazie al pianista Antonio Gomena, giovane talento arianese, di ritorno da una serie di concerti internazionali.

     

    Ettore Zecchino

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    Innovative tecniche di manipolazione genetica presentate a Biogem

    Chiude con una lezione tenuta congiuntamente dai ricercatori Valeria Nittoli e Nicola Russo il ciclo di seminari divulgativi organizzati dall’area Geni e Ambiente di Biogem. Nel corso dell’incontro, programmato in video-conferenza giovedì 28 luglio, alle ore 14e30, al link https://meet.goto.com/716869605, i due ricercatori dell’Istituto arianese spiegheranno che modelli cellulari e animali geneticamente modificati sono uno strumento importante per lo studio dei meccanismi molecolari alla base dello sviluppo di numerose patologie, comprese quelle in cui fattori genetici e ambientali svolgono un ruolo chiave.
    ''Nella prima parte del seminario – precisa Nicola Russo - illustreremo gli sviluppi e le evoluzioni delle tecniche che consentono di manipolare i genomi di cellule e animali, soffermandoci su alcuni possibili modelli idonei allo studio della qualità ambientale, e in particolare, al monitoraggio dell’acqua’’.
    ‘’Nella seconda parte del seminario – aggiunge Valeria Nittoli - forniremo una breve panoramica dei recenti studi in campo tossicologico riguardanti l’applicazione della tecnologia transgenica all’organismo modello zebrafish, illustrando la potenzialità di tale modello nella valutazione e nel monitoraggio degli effetti avversi degli inquinanti ambientali, ma anche nello studio dei meccanismi alla base dello sviluppo di disfunzioni e patologie a questi associate’’.

     

    Ettore Zecchino

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    Biogem contribuisce a studio Università Vanvitelli su proteina Cbx2

    Parte anche dai laboratori dell’Istituto irpino la ricerca di un potenziale bersaglio per le cure farmacologiche contro la leucemia. Attraverso l'utilizzo di colture cellulari, Biogem ha infatti collaborato a uno studio internazionale, coordinato dalla professoressa Lucia Altucci, docente presso l’’Università della Campania Luigi Vanvitelli’ e responsabile del laboratorio di Epigenetica, ad Ariano Irpino, confermando che la diminuzione dei livelli della proteina Cbx2 in cellule tumorali di leucemia mieloide acuta rallenta la proliferazione di queste stesse cellule, minando la loro vitalità. E' stato visto, in particolare, che l'inibizione di Cbx2 riesce a dare il via a tutti i processi che portano alla morte di queste cellule tumorali. Tale proteina funziona, in pratica, come un interruttore molecolare, che, quando presente, è capace di ‘intrappolare’ specifiche regioni del DNA, non permettendo la trascrizione di geni in esse contenuti.
    Allo studio, appena pubblicato sulla prestigiosa rivista ‘Molecular Cancer’, hanno attivamente partecipato anche la vice-direttrice scientifica di Biogem, Concetta Ambrosino, e la dottoressa Valeria Tucci, impegnata nel laboratorio di Epigenetica del centro di ricerca scientifica irpino.

    Ettore Zecchino

    Terra dei fuochi e patologie della tiroide ai seminari di Biogem

    L’illustrazione di modelli in vivo ed in vitro, realizzati per comprendere i meccanismi molecolari alla base dello sviluppo di patologie tiroidee, sarà alla base del prossimo seminario di Biogem. La video-conferenza, in programma giovedì 21 luglio, all’indirizzo https://meet.goto.com/808063461, sarà tenuta dalla dottoressa Carla Reale, da anni attiva a Biogem e forte di importanti esperienze presso il Max Planck Institute di Dresda, e presso l’Istituto Curie di Parigi.
    ‘’Fattori genetici e ambientali – anticipa la dottoressa Reale - concorrono allo sviluppo di numerose patologie, come le malattie della tiroide. L'incidenza di queste patologie è in crescita in tutto il mondo e studi sull'ipotiroidismo congenito hanno evidenziato come gli inquinanti ambientali, definiti THyroid Disrupting Chemicals (THDC), sono in grado di compromettere la funzionalità tiroidea, agendo a diversi livelli nell'uomo e nei modelli animali’’.
    ‘’Il seminario – chiarisce infine Carla Reale - si pone l'obiettivo di accendere i riflettori su un tema molto caldo, che riguarda una specifica area della Campania, la cosiddetta ‘terra dei fuochi’, e sugli effetti della diossina sull'incidenza della patologie legate alla tiroide’’.

     

    Ettore Zecchino

     

    Reale

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