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    Antonio De Donato analizza i meccanismi neuronali  implicati nella malattia renale cronica

    Prosegue il ciclo di seminari 2022 a Biogem ed entra sempre più nel vivo la sessione di incontri dedicata ai rapporti tra patologie renali croniche e deterioramento cognitivo. A parlarne, giovedi’ 5 maggio alle ore 14:30, sarà Antonio De Donato, attualmente, oltre che ricercatore presso l’Istituto arianese, dottorando in nefrologia all’Università della Campania ‘Luigi Vanvitelli’. La sua relazione, fruibile da tutti attraverso la piattaforma GoToMeeting (https://meet.goto.com/716283581), descriverà le tecniche di imaging cerebrale sia in ex-vivo che in-vivo, utili alla comprensione di meccanismi neuronali implicati nella malattia renale cronica (CKD), una delle patologie più comuni nell'età adulta e tipica dell’età avanzata. Dati recenti suggeriscono, infatti, che quasi la metà degli anziani soffre di insufficienza renale cronica, accompagnata, nelle fasi iniziali, da deterioramento cognitivo, definito come mild cognitive impairment (MCI), insieme a depressione e a sottili anomalie nel controllo motorio.
    ‘’Per comprendere maggiormente cosa accade a livello cerebrale nella malattia renale cronica – spiega De Donato - è necessario l’utilizzo di tecniche di imaging su animali, capaci di fornirci  informazioni non reperibili dal nostro lavoro clinico sui pazienti’’. ‘’Il primo passo – anticipa infine lo stesso De Donato - è la scelta di un buon modello animale che mimi la malattia renale cronica, e che evidenzi come il danno all’organo abbia un impatto diretto sul sistema nervoso centrale’’.

     

    Ettore Zecchino

    de donato Biogem

    I rapporti tra genomica e patologie umane ai seminari UniNa

    Una lezione sul contributo dei fattori genetici ed epigenetici ai fenotipi delle malattie umane sarà tenuta dalla professoressa dell’Università di Cambridge, Nicole Soranzo, attualmente a capo del Gruppo di Ricerca in Genomica dello Human Technopole di Milano, nell’ambito dei seminari di biologia computazionale dell’Università di Napoli ‘Federico II’. L’incontro, supportato da Biogem, si svolgerà in videoconferenza, venerdì 29 aprile, alle ore 15:00.
    La professoressa Soranzo è impegnata, con il suo gruppo milanese, nell’applicazione di analisi genomiche su larga scala a fenotipi multi-omici per studiare il contributo delle varianti genetiche associate a tratti umani complessi. Focus del suo intervento ai seminari UniNa sarà quindi il valore del sequenziamento come mezzo per estendere le analisi genomiche a varianti rare e a bassa frequenza.
    La professoressa Soranzo spiegherà ‘’come queste mappature ad alta risoluzione di cambiamenti multi-omici contribuiscono alla comprensione dei meccanismi di malattie’’. Al centro della sua relazione ci sarà, tra l’altro, la descrizione dei ‘’primi sforzi per valutare quantitativamente il contributo degli effetti cis-genetici alla varianza trascrizionale, ma anche ‘’la caratterizzazione delle influenze genetiche ed epigenetiche sulla malattia umana e sui pathways immunitari chiave’’.
    ‘’Questi risultati – assicura Nicole Soranzo - aprono la strada a una migliore comprensione degli eventi genetici e molecolari alla base della funzione cardio-metabolica e immunitaria nell'uomo’’.

     

    Ettore Zecchino

    Soranzo Biogem

    Biogem correla studi su pazienti renali a nuove terapie per patologie neurodegenerative

    Una strada per la comprensione dei meccanismi alla base del declino cognitivo in pazienti affetti da neuropatie potrebbe essere percorsa studiando, con approccio multidisciplinare, i casi di patologia renale ad esso collegate. Lo spera il professore Davide Viggiano, Coordinatore del Laboratorio di Nefrologia Traslazionale di Biogem, che tratterà l’argomento nel corso del prossimo seminario dell’Istituto irpino. La lezione, dall’annunciato taglio divulgativo, sarà fruibile online mediante la piattaforma libera GoToMeeting ( https://meet.goto.com/471102029 )ed è in programma giovedì 28 aprile, alle ore 16:00. 

    Si partirà, dunque, da una rapida analisi del cervello umano, composto da circa 100 miliardi di neuroni e da un numero mille volte maggiore di connessioni sinaptiche, apparentemente non tutti necessari, tanto che per l’insorgenza di una sintomatologia occorre la compromissione di ampie regioni cerebrali.
    ‘’Malattie dovute alla perdita di neuroni come l'Alzheimer si sviluppano –precisa il professore Viggiano - in molti anni, e, generalmente, quando compaiono i primi sintomi, sono già presenti alterazioni macroscopiche del cervello’’.
    ‘’L’assenza di test ematici che indichino la presenza di patologie neurovegetative – prosegue Viggiano - rende quasi impossibile lo studio delle loro prime fasi, mentre gli animali che dovrebbero mimarle, indirizzandoci verso nuovi farmaci, hanno caratteristiche molto differenti dalla malattia umana’’. ‘’Gli esperimenti basati su cellule ‘in coltura’ hanno invece durate sperimentali di giorni, e mal si adattano a descrivere patologie croniche e lentissime come l'Alzheimer’’.
    ‘’Nel corso degli anni – chiarisce Viggiano - abbiamo osservato che una larga fetta dei pazienti con malattie renali presenta alterazioni della memoria e di altre funzioni mentali’’ e ‘’benchè il meccanismo sia differente dall'Alzheimer, questa entità clinica, che chiamiamo deterioramento cognitivo da malattia renale, offre la possibilità di osservare le alterazioni cerebrali ai primissimi stadi’’.
    ‘’L’alterazione della funzione renale – spiega Viggiano - è spesso nota agli esordi, e i modelli animali hanno esattamente gli stessi sintomi degli esseri umani, mentre il nefrologo ha la possibilità unica di poter cambiare in toto la composizione del sangue (plasmaferesi, dialisi)’’.
    Si offre così, nell’auspicio finale di Davide Viggiano, ‘’una possibilità terapeutica poco esplorata agli esordi delle patologie neurodegenerative’’.

     

    Ettore Zecchino

    viggiano Biogem

    Studio Biogem conferma indispensabilità dose booster per pazienti dializzati

    Il dato, per la prima volta registrato in Italia a livello scientifico, emerge da una ricerca  effettuata dall’Istituto irpino, su una popolazione geneticamente omogenea di pazienti, vaccinata con doppia dose e risultata ancora priva di una valida protezione anticorpale. Il lavoro, realizzato nell’immediatezza del via libera nazionale alla somministrazione della terza dose di vaccino, e che ha utilizzato il kit sviluppato da Biogem (COVID-19 QuantiGEM ELISA), in grado di quantificare gli anticorpi IgM e/o IgG contro il SARS-CoV-2 nel siero umano, è stato appena pubblicato dalla rivista KBPR (Kidney and Blood Pressure Research), indicizzata su PubMed.
    Prime firmatarie dello studio ‘corale’ di Biogem, dal titolo ‘The DiaCoVAb study in South Italy’ sono le ricercatrici Alessandra Fucci e Simona Giacobbe. Autrici ‘corrispondenti’ la giapponese Yoko Suzumoto, approdata in Irpinia dopo varie esperienze all’estero, e la dottoressa Ilaria Guerriero.
    Tale studio ha coinvolto sette centri di dialisi irpini e sanniti (‘Dialysis’ e ‘Capodicasa’ di Avellino, ‘Irpinia Dialisi’ di Pratola Serra, ‘Centro Padre Pio’ di Benevento, ‘Neoren’ di Montesarchio, ‘Sanniomedica’ di Telese Terme, e ‘Centro Alta Irpinia’ di Calitri)  oltre al Ricercatore del CNR di Fisciano, Gennaro Clemente, confermando ancora una volta, secondo il Direttore Scientifico dell’Istituto arianese, Giovambattista Capasso – ‘’la indubbia vocazione insieme internazionale e traslazionale di Biogem’’.
    Lo stesso Capasso ha infine anticipato i primi dati di una ricerca ancora in corso sugli stessi pazienti, a distanza di quattro mesi dalla somministrazione della terza dose, rivelando la necessità, in tempi brevi, di una quarta dose per i dializzati, in coerenza con quanto previsto per l’intera categoria dei pazienti immuno-depressi.

    Ettore Zecchino

     

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    Intelligenza artificiale e medicina di precisione in oncologia ai corsi UniNa

    La genomica e le più avanzate frontiere dell’IA a favore dei malati di cancro saranno il fulcro di una relazione accademica del direttore dell’Englander  Institute for Precision Medicine (Cornell University), Olivier Elemento,  invitato al prossimo seminario di biologia computazionale dell’Università di Napoli ‘Federico II’. L’evento, supportato da Biogem, è in programma online nella giornata di domani, a partire dalle ore 15:00.
    ‘’Descriverò il nostro impegno a portare in clinica il sequenziamento del genoma, ad automatizzarne l’interpretazione e, più in generale, a usare l’IA come guida nella medicina predittiva’’- ha anticipato Elemento – intenzionato anche a descrivere le tecniche ortogonali per approfondire le conoscenze sui campioni clinici.
    Fra queste, il Single Cell Imaging e la sua applicazione nell’identificazione di categorie utili alla predizione della risposta al trattamento.
    Elemento annuncia inoltre di voler descrivere alcuni progetti in corso che prevedono l’uso dell’Intelligenza Artificiale nello sviluppo di terapie innovative, con un focus iniziale sulla predizione di meccanismi d’azione delle molecole orfane, al fine di introdurle nel trattamento di specifiche popolazioni di pazienti. ‘’Un tentativo – chiarisce infine lo studioso - di aumentare il numero di terapie efficaci nel targeting delle alterazioni presenti nei pazienti oncologici’’.

    Ettore Zecchino

     

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