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Sarà Luca Rampoldi, Professore di Genetica Medica e Coordinatore del corso specialistico di Medicina e Chirurgia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, ad aprire la stagione 2026 dei seminari scientifici di Biogem, appuntamenti di approfondimento relativi a diverse tematiche specialistiche e di più ampio interesse, aventi la duplice finalità di promuovere l’aggiornamento scientifico della comunità di Biogem e di offrire a tutti gli interessati l’opportunità di ascoltare i protagonisti della ricerca scientifica nazionale e internazionale.

Titolo del seminario del prof. Rampoldi è ‘Calorie restriction leads to degradation of mutant uromodulin and ameliorates inflammation and fibrosis in UMOD-related kidney disease’, ossia ‘La restrizione calorica porta alla degradazione dell'uromodulina mutante e migliora l'infiammazione e la fibrosi nella malattia renale correlata al gene UMOD’.

Il prof. Rampoldi è tra i maggiori esperti internazionali delle basi molecolari delle malattie renali genetiche. Nelle sue ricerche, pubblicate sulle maggiori riviste scientifiche, utilizza un’ampia varietà di approcci, inclusi modelli cellulari e murini, oltreché genetica umana. Il gruppo di ricerca da lui diretto presso il San Raffaele di Milano ha prodotto avanzamenti significativi nella comprensione della patogenesi della malattia renale tubulointerstiziale autosomica dominante, del ruolo della proteina chiamata uromodulina come fattore di rischio nell'ipertensione e nella malattia renale cronica, e della biologia della proteina.

Appuntamento giovedì 29 gennaio alle ore 12.00 presso Biogem, con accesso aperto al pubblico e possibilità di seguire online al seguente collegamento: https://meet.google.com/sfm-kuah-bfh

seminario

Dopo aver condotto le proprie attività sperimentali presso i laboratori di Biogem, martedì 20 gennaio tre giovani ricercatori hanno brillantemente discusso i propri lavori e completato il dottorato di ricerca.

La dott.ssa Federica De Vita, la dott.ssa Lucia Pasquale e il dott. Daniele Bravoco hanno rispettivamente ottenuto il titolo di dottore di ricerca in Medicina Traslazionale, presso l’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli, in Scienze Biochimiche e Biotecnologiche, presso l’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli, e in Sanità Pubblica e Medicina Preventiva, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

La dott.ssa De Vita, che insieme al dottorato italiano ha conseguito anche il titolo di Doctor Europeus, avendo trascorso sei mesi presso l’Institut de la Vision di Parigi, ha presentato una tesi dal titolo ‘Genetic editing of the zebrafish clock gene reveals previously unexpected molecular and phenotypic effects’, ossia ‘L’editing genetico del gene clock in zebrafish rivela degli effetti molecolari e fenotipici precedentemente non attesi’. Il lavoro, che ha avuto come relatore il prof. Vincenzo Carafa, co-responsabile insieme alla prof.ssa Lucia Altucci del laboratorio di Epigenetica di Biogem, e come correlatrice la prof. Concetta Ambrosino, responsabile del laboratorio di Modelli animali e cellulari geneticamente modificati di Biogem, e sviluppato sotto la supervisione della prof.ssa Lucia Altucci e del dott. Filippo del Bene, approfondisce il contributo di un gene specifico allo sviluppo in tre modelli di zebrafish, dei piccoli pesci molto utili nelle ricerche scientifiche. In particolare, gli studi della dott.ssa De Vita hanno evidenziato un contributo chiave del gene CLOCKB per lo sviluppo di tiroide e occhi. Questi risultati sono molto promettenti in chiave traslazionale, in quanto aprono possibili nuove prospettive per strategie terapeutiche mirate, soprattutto contro patologie tumorali, come il glioblastoma.

La dott.ssa Pasquale ha presentato una tesi dal titolo ‘Identification of potential prognostic and predictive biomarkers in Head and Neck Carcinoma’, ossia ‘Identificazione di potenziali biomarcatori prognostici e predittivi nel carcinoma testa-collo’. Il lavoro, sviluppato sotto la supervisione del prof. Michele Caraglia, responsabile del laboratorio di Oncologia Molecolare e Medicina di Precisione di Biogem, presso il quale la dott.ssa Pasquale ha condotto i propri esperimenti, approfondisce quella che è la settima neoplasia più comune a livello globale. In particolare, utilizzando delle tecniche molto avanzate, inclusa la generazione di modelli cellulari, la sua ricerca ha permesso di identificare marcatori associati alla progressione tumorale e all’aggressività della malattia, incluso uno specifico potenziale biomarcatore (il recettore Relaxin Family Peptide Receptor 1, RXFP1). Sulla base di questi risultati molto promettenti, la dott.ssa Pasquale si appresta ora a proseguire i propri studi, in particolare tramite la validazione in modelli animali dei risultati ottenuti sui modelli cellulari. Questo passaggio, unitamente all’ulteriore caratterizzazione dei meccanismi di progressione identificati, è necessario per la traslazione clinica della ricerca, in particolare per lo sviluppo di strategie terapeutiche mirate contro il recettore RXFP1.

Il dott. Bravoco ha presentato una testi dal titolo ‘Organoids as preclinical models for inflammatory bowel disease treatment’, ossia ‘Gli organoidi come modelli preclinici per il trattamento della malattia intestinale’. Il lavoro, sviluppato sotto la supervisione della prof.ssa Franca di Meglio e del prof. Geppino Falco, responsabile del laboratorio di Biologia Cellulare e Preclinica Oncologica di Biogem, presso il quale il dott. Bravoco ha condotto i propri esperimenti, si concentra sulle malattie infiammatorie croniche intestinali, le quali rappresentano una sfida clinica rilevante per la loro natura cronica e le limitate opzioni terapeutiche. Il dott. Bravoco ha utilizzato una tecnica molto avanzata e innovativa, ossia la generazione di organoidi, definibili come delle “repliche” tridimensionali in miniatura di organi umani, sviluppate in laboratorio a partire da cellule staminali, che simulano la struttura e la funzionalità degli organi di interesse. Nel caso specifico, il dott. Bravoco ha utilizzato degli organoidi intestinali ottenuti sia da soggetti sani sia da soggetti con malattie infiammatorie croniche intestinali. Questi organoidi hanno riprodotto fedelmente marcatori specifici e profili infiammatori. I risultati ottenuti validano gli organoidi come piattaforme affidabili per lo studio delle malattie infiammatorie croniche e identificano un composto derivato dall’olio d’oliva come promettente candidato terapeutico anti-infiammatorio. Il lavoro del dott. Bravoco apre diverse prospettive sul piano clinico, inclusa la possibilità di utilizzare gli organoidi derivati da pazienti per fornire raccomandazioni terapeutiche personalizzate.

Questi brillanti lavori di ricerca confermano la bontà dell’impegno per la formazione di giovani talenti da parte di Biogem, presso il quale sono attualmente attivi dottorati di ricerca promossi dall’Università degli Studi della Campania L. Vanvitelli e dall’Università Federico II di Napoli.

Biogem S.c.a r.l. partecipa all’Avviso Pubblico PAR GOL Campania 2025 promosso dalla Regione Campania, attivando 8 tirocini extracurricolari presso i propri Laboratori di Ricerca di Ariano Irpino (AV).

 

Requisiti: 

- Laurea Magistrale in Biotecnologie, Scienze Biologiche, Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, Farmacia, Medicina Veterinaria, Ingegneria Biomedica 

- Iscrizione al Centro per l’Impiego

- Residenza in Regione Campania

 

Caratteristiche del tirocinio: 

- Durata: 6 mesi 

- Sede: Biogem, Ariano Irpino (AV) 

- Indennità di partecipazione mensile: €500,00 

- Attività: affiancamento in progetti di ricerca scientifica nell’ambito della biologia e della genetica molecolare

 

Le posizioni saranno a breve disponibili sulla piattaforma Cliclavoro Campania.

 

Le adesioni, nelle more dell’apertura delle vacancies, potranno essere inviate a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Biogem conferma così il proprio impegno nella promozione dell’alta formazione e dell’inserimento professionale di giovani laureati nel campo della ricerca scientifica.

La dott.ssa Francesca Pia Caruso, del laboratorio di Biologia Computazionale di Biogem, diretto dal prof. Michele Ceccarelli, è il principal investigator di un nuovo progetto di ricerca contro il cancro finanziato dall’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, nell’ambito del bando ‘My First AIRC Grant’ (MFAG). Questa tipologia di bando AIRC è un supporto fondamentale per permettere a giovani ricercatori di avviare progetti innovativi. Il processo di selezione è molto rigoroso e basato su standard di valutazione internazionali.

Il progetto che sarà sviluppato a Biogem è intitolato ‘Elucidating Oncogenic Kinase Networks Shaping Immunosuppressive Microenvironment’, e ha lo scopo di individuare nuovi meccanismi e target farmacologici che permettano di evitare la resistenza ai trattamenti immunoterapici in oncologia. Solo un numero limitato di pazienti, infatti, trae beneficio dall’immunoterapia. La ricerca di Biogem si concentrerà sulle chinasi, una famiglia di enzimi che svolge un ruolo centrale per diverse caratteristiche tumorali, incluse la proliferazione, la metastasi e la capacità di resistere alla reazione immunitaria dell’organismo.

Sul piano metodologico, la ricerca coordinata dalla dott.ssa Caruso comprende indagini in silico, ossia computazionali per selezionare nuovi target, generazione di modelli in vitro, ossia cellulari, e loro validazione in vivo, ossia in modelli murini. L’obiettivo principale è chiarire i meccanismi che determinano la capacità dei tumori di sfuggire alle difese immunitarie. In conclusione, la ricerca di Biogem potrà consentire di identificare nuove strategie terapeutiche in combinazione con le immunoterapie per aumentarne le percentuali di risposta.