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    Visita a Biogem dell'Assessore Regionale alle Politiche Agricole Nicola Caputo

    Gradita sorpresa di fine anno a Biogem, dove, nella mattinata del 30 dicembre, ha fatto tappa l’Assessore Regionale all’Agricoltura, Nicola Caputo. Accompagnato, tra gli altri, dal Presidente Ortensio Zecchino, dal Direttore Scientifico, Giovambattista Capasso, e dal Responsabile area Marketing, Domenico Gambacorta, l’Onorevole Caputo si è concesso una lunga visita alla struttura irpina, tappa del suo ‘Agrintour’, questa volta lungo i territori dell’Arianese.
    Particolare attenzione è stata posta dall’Assessore sulle attrezzature scientifiche all’avanguardia, come il microscopio a due fotoni, e sulle attività del Laboratorio di Proteine Naturali, ma, soprattutto, sui progetti in corso o in fase di lancio, nel settore nutraceutico. Dalle ricerche sulla melagrana a quelle sulla propoli, Caputo ha potuto constatare l’attività di Biogem in un settore di grande interesse per le politiche agricole regionali. E ha potuto apprezzare la capacità del centro di ricerca arianese di fare squadra con altre realtà del territorio, come per i Dottorati appena avviati, in collaborazione con ‘ATI Biotech’, di Castel Baronia, Azienda Vinicola ‘Il Cancelliere’, di Montemarano, e  ‘Serrocroce Birra Artigianale’, di Monteverde, rispettivamente per studi relativi all’alga spirulina, alle vinacce e al luppolo.
    ‘’Nel mio intervento nel corso della visita – ha precisato Caputo – ho spiegato che nella nuova programmazione abbiamo previsto misure ad-hoc per finanziare attività di ricerca e sviluppo nel campo della alimentazione’’. ‘’Quella che si è dischiusa davanti ai nostri occhi – ha infine dichiarato l’Assessore – è davvero una struttura eccezionale’’.

     

    Ettore Zecchino

    Al via tre Dottorati di ricerca con partner aziendali irpini in area nutraceutica

    Saranno l’alga spirulina, il luppolo e le vinacce i principali oggetti di studio di tre dottorandi che Biogem si appresta ad ospitare, grazie al network ‘Dottorati in azienda’, nell’ambito dell’area tematica ‘Industria intelligente e sostenibile, energia e ambiente’.
    Più nel dettaglio, il primo progetto, in partnership con ‘ATI Biotech di Castel Baronia’, punta a sviluppare nutraceutici estratti dall’alga spirulina (Arthrospira), caratterizzata da molteplici proprietà nutrizionali e terapeutiche, e capace di svolgere un’azione antiossidante e antinfiammatoria. Obiettivo principale dello studio è stabilire quale sia l’effetto della spirulina in vivo sul rene, l’organo principale del metabolismo proteico, e sul microbiota intestinale.
    Dopo aver estratto ed identificato le molecole antiossidanti dalle microalghe, queste saranno quindi somministrate agli animali da laboratorio, per studiare la funzione renale. Essendo noto che i nutraceutici possano svolgere delle attività modulanti sulla composizione del microbiota intestinale, ne saranno infine esaminati gli effetti sia in condizioni basali sia in corso di danno renale.

    Il secondo Dottorato coinvolge un’altra eccellenza irpina, la ‘Serrocroce Birra Artigianale’ di Monteverde, e si rivolge ai prodotti di scarto della birra e al loro possibile reimpiego come nutraceutici in campo nefrologico. Le sostanze estratte dal luppolo hanno infatti il merito di stabilizzare il pH urinario, con conseguente potenziale attività benefica sulle funzioni renali. Il progetto prevede la selezione dei prodotti da cui estrarre i nutraceutici, l’estrazione degli stessi, il loro studio in modelli animali di malattia renale cronica e, infine, la validazione in una ricerca pilota su pazienti con malattia renale e in dialisi.

    Il terzo Dottorato include l’azienda vinicola ‘Il Cancelliere’ di Montemarano, e riguarda l’estrazione di molecole antiossidanti dalle vinacce e il loro impiego nella protezione della membrana peritoneale dalla fibrosi, indotta dalla dialisi peritoneale (una delle terapie sostitutive di scelta nei pazienti affetti da malattia renale cronica allo stadio terminale). Verranno quindi testate negli animali da laboratorio sostanze antiossidanti estratte dalle vinacce, (prodotti di scarto derivanti dai processi di vinificazione), al fine di prevenire l’usura della membrana peritoneale e prolungare l’efficienza della metodica dialitica. Tale progetto punta quindi, contemporaneamente, ad  offrire l’opportunità di riutilizzare sostanze di scarto (fattore ambientale), ma anche a fornire nuovi elementi conoscitivi, con potenziali ricadute sulla salute pubblica.

     

    Ettore Zecchino

    Libro Galli-Schiavone promuove Biogem a istituzione ‘modello’ per il Sud

    Nuova ribalta nazionale per il centro di ricerca scientifica irpino, citato, questa volta, dalla coppia di storici Aldo Schiavone ed Ernesto Galli della Loggia. Nel loro ultimo volume, dal titolo ‘Una profezia per l’Italia’ (Ritorno al Sud) edito da Mondadori, i due noti intellettuali definiscono infatti Biogem un ‘’centro di ricerca d’eccellenza nell’ambito della biologia genetica e molecolare, presieduto da Ortensio Zecchino e nato presso Ariano Irpino da una società consortile tra enti pubblici’’. L’esemplarità di Biogem è evidenziata, in particolare, nel capitolo ‘Esercizi di profezia’, nel quale i due autori, contro il declino italiano, evidente da almeno due decenni, auspicano una prospettiva unitaria del Paese, condizionandola a un nuovo inizio del Mezzogiorno, chiamato a ‘’pensare a se stesso’’ come a ‘’un luogo di opportunità, non di eterna, infelice minorità’’. Un approccio suggerito da Galli e Schiavone anche alla politica nazionale, invitata ad avviare ‘’dal centro un’iniziativa’’ finalizzata a  ‘’ricostruire l’Italia, pensandola in modo nuovo’’.  Per farlo, ammoniscono i due storici, occorre, tra le altre cose, offrire ‘’un’istruzione di qualità’’ e ‘’ favorire il potenziamento di centri di ricerca d’eccellenza che possano sostenere produzioni, anche medio-piccole, ad alta intensità tecnologica’’.
    Di qui il riferimento a Biogem, destinato, insieme a tante altre realtà esistenti o da far nascere, ad esercitare fino in fondo il ruolo che gli spetta nei confronti del territorio e dell’intera comunità nazionale.

     

    Ettore Zecchino

    Studio Biogem guarda ai mitocondri come organello chiave dell’invecchiamento ovarico

     Nuovi marker diagnostici e/o bersagli terapeutici contro l’invecchiamento ovarico potranno emergere dalla comprensione dei meccanismi di regolazione dei mitocondri da parte degli ormoni ipofisari e tiroidei. Diverse evidenze in tal senso emergono dalle recenti ricerche bibliografiche, eseguite dal laboratorio ‘Geni e Ambiente’ del centro di ricerca irpino Biogem, diretto dalla professoressa Concetta Ambrosino, con la partecipazione della post-doc Danila Cuomo, della Texas A&M University, e confluite in una review, dal titolo ‘Ovarian aging: role of pituitary-ovarian axis hormones and ncRNAs in regulating ovarian mitochondrial activity’.
    Lo studio, a prima firma Marco Colella, è stato pubblicato sulla rivista ‘Frontiers in Endocrinology’, e, partendo dall’acclarato ruolo dello squilibrio dei livelli circolanti degli ormoni attivi lungo l'asse ormonale ipofisi-ovaio (gonadotropine, estrogeni, AMH e altri peptidi ovarici) nell’invecchiamento fisiologico o prematuro dell’ovaio, suggerisce un nuovo meccanismo d’azione, che vede il mitocondrio come componente cellulare centrale.  In particolare,  la ricerca punta sulla dissonanza tra mitocondri ed ormoni ipofisari, che – afferma Marco Colella – ‘’si è visto essere regolata dal ruolo emergente di mitomiRs (miRNAs attivi a livello mitocondriale)’’.

    Dall’analisi critica degli articoli presi in esame – sottolinea infine lo stesso Colella – emerge dunque che ‘’la piena comprensione dei meccanismi che regolano la funzione e la dinamica mitocondriale attraverso le vie di segnalazione che rispondono agli ormoni attivi lungo l'asse ipofisi-ovaio è essenziale per proporli come potenziali marker diagnostici e/o bersagli terapeutici contro le malattie dell'invecchiamento ovarico’’.

     

    Ettore Zecchino

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