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Ortensio Zecchino e la comunità di Biogem si uniscono al dolore dei figli e, particolarmente, di Lorenzo per la morte del prof. Antonino Zichichi, figura eminente di scienziato che ha dato lustro all’Italia nel mondo, ricordando le Sue numerose presenze nelle quali con la generosità degli autentici maestri ha elargito tesori di scienza e di umanità

 

Martedì 10 febbraio parte la 68° Edizione del Programma UIIP, che vedrà l’ingresso di circa 70 giovani laureati provenienti da tutta Italia (dalla Sicilia al Piemonte), interessati a intraprendere un percorso intensivo di formazione e inserimento professionale nell’ambito della consulenza IT (Information Technologies). I 70 ammessi sono il frutto di una selezione su circa 700 candidati che hanno presentato la loro candidatura al Programma.

Anche quest’anno si rinnova la collaborazione con Sopra Steria, multinazionale francese leader nei servizi digitali, che punta a inserire 15 giovani talenti provenienti dal Programma UIIP nelle sedi di Milano e Roma. Una partnership consolidata, frutto di risultati concreti e di un percorso formativo che da anni si distingue per qualità e risultati.

A confermare il valore del Programma UIIP è la presenza, ancora una volta come main sponsor, di Accenture, realtà internazionale di riferimento nel settore tecnologico e digitale. L’azienda, con particolare focus sulle aree SAP e Digital Analytics, prevede di inserire circa 50 allievi nelle principali città italiane, continuando una collaborazione che ha caratterizzato gran parte delle edizioni precedenti.

«Ogni edizione rappresenta una nuova sfida e una grande opportunità di crescita» afferma Andrea Di Maso, coordinatore del Programma UIIP. «Accompagniamo i giovani in un percorso intenso, che combina formazione tecnica, sviluppo personale e preparazione al mondo del lavoro. Vederli entrare in aziende di primo piano è per noi la conferma che investire sul talento continua a fare la differenza.»

Sulla stessa linea anche Antonella Saporito, PMO del Programma UIIP: «Il nostro obiettivo è fornire ai ragazzi le competenze, ma soprattutto il metodo e la mentalità necessari per affrontare il settore IT, in continua evoluzione. Lavoriamo per creare professionisti consapevoli e pronti a inserirsi subito nei contesti aziendali più innovativi.»

La fase d’aula si concluderà entro la fine di aprile. Per coloro che completeranno il percorso con esito positivo, si apriranno le porte delle aziende partner attraverso stage finalizzati all’assunzione, con possibilità concrete di lavorare su progetti innovativi e confrontarsi direttamente con aziende clienti di rilevanza nazionale e internazionale.

Il Programma UIIP si conferma, quindi, un ponte solido tra formazione e lavoro, capace di trasformare il potenziale dei giovani in reali opportunità professionali.

Lunedì 2 febbraio sono partiti 8 tirocini formativi attivati da Biogem nell’ambito del programma GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori), un’iniziativa nazionale, promossa dalla Regione Campania, finanziata dal PNRR per promuovere l’inserimento lavorativo dei disoccupati.

 

Giovani laureati in discipline scientifiche, tra cui Biotecnologie, Scienze Biologiche e Farmacia, potranno usufruire di un periodo di affiancamento ai ricercatori di Biogem, che presteranno il proprio contributo in qualità di tutor, contribuendo ad arricchire le competenze, sia teoriche sia pratiche, dei partecipanti.

 

Il programma, che include un compenso mensile, prevede la presenza quotidiana dei giovani selezionati in istituto, distribuiti presso diversi laboratori a seconda del loro profilo scientifico.

 

Un’opportunità importante per questi giovani laureati, tutti provenienti dalla provincia di Avellino, che potranno “toccare con mano” la vita di laboratorio, spesso difficilmente sperimentabile nei percorsi accademici. Biogem conferma, così, il proprio impegno per la formazione scientifica e il sostegno al territorio.

 

 

Hanno brillantemente discusso la propria tesi di dottorato altri quattro giovani ricercatori cha hanno condotto i propri esperimenti presso Biogem, in particolare nel laboratorio di Nefrologia Traslazionale.

Insieme all’oncologia, lo studio dei meccanismi molecolari delle patologie renali costituisce un asse portante delle ricerche biomediche di Biogem. L’area nefrologica, diretta dal prof. Francesco Trepiccione, si struttura in diverse linee di ricerca specifiche: malattie rare, diretta dalla dott.ssa Anna Iervolino, fisiologia renale molecolare e cellulare, diretta dalla dott.ssa Yoko Suzumoto, e rapporto rene-cervello, diretta dal prof. Giovambattista Capasso, direttore scientifico di Biogem.

Mercoledì 28 gennaio hanno discusso la propria tesi di dottorato in Scienze Mediche, Cliniche e Sperimentali presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli i dottori Ananya De, Antonella Iannaccone, Antonio Miele e Antonio Villanova. Il lavoro della dott.ssa De, giovane ricercatrice proveniente dall’India, ha per titolo ‘Asse rene-cervello nel CKD precoce nel modello murino: approfondimenti comportamentali e molecolari’, dove CKD sta per ‘malattia renale cronica’. Questa patologia è sempre più riconosciuta come una patologia sistemica che va oltre la disfunzione renale, contribuendo allo sviluppo di deficit cognitivi, i cui meccanismi rimangono in gran parte sconosciuti. Biogem è da diversi anni impegnata a livello internazionale su questa linea di ricerca, che ha di fatto contribuito ad introdurre e sviluppare in modo significativo. La ricerca sviluppata dalla dott.ssa De ha permesso di identificare una fase pre-sintomatica del declino cognitivo associato alla CKD. Questi risultati sono molto promettenti sul piano clinico, in quanto permettono di definire degli interventi preventivi e di trattamento precoce del declino cognitivo associato alla malattia renale cronica.

Il lavoro della dott.ssa Iannaccone ha per titolo ‘Risposte citotossiche e adattative differenziali agli idrocarburi policiclici aromatici in cellule renali: il ruolo protettivo dell’oleuropeina da Olea europaea’. Questa ricerca analizza il ruolo dell’olivo (Olea europaea) come indicatore della qualità dell’ambiente e come possibile fonte di sostanze naturali con effetti protettivi per le cellule, in aree esposte all’inquinamento atmosferico da alcune sostanze tossiche chiamate idrocarburi policiclici aromatici (IPA), tipiche dei processi di combustione. Gli esperimenti di laboratorio condotti su cellule renali umane indicano che l’esposizione a queste sostanze può danneggiare le cellule in modo progressivo, a seconda della dose e della durata del contatto. La ricerca della dott.ssa Iannaccone ha mostrato che l’oleuropeina, un composto naturale tipico dell’olivo, riduce in modo significativo il danno cellulare causato dagli inquinanti, aiutando le cellule a mantenere la loro vitalità. Pertanto, l’olivo emerge come una vera e propria ‘sentinella ecologica’, capace di segnalare la presenza di inquinanti e allo stesso tempo di fornire sostanze utili alla difesa cellulare.

Il lavoro del dott. Miele ha per titolo ‘La terapia genica con virus adeno-associati come nuovo approccio terapeutico per il trattamento di malattie renali genetiche rare’.  La terapia genica è una delle frontiere più promettenti della medicina moderna per il trattamento delle malattie genetiche rare. Tuttavia, per la sindrome di Fanconi-Bickel non esiste ancora una cura definitiva. Questa rara patologia colpisce i reni ed è causata da alterazioni di un gene chiamato Slc2a2, fondamentale per il corretto funzionamento delle cellule del tubulo prossimale renale.

Uno dei principali ostacoli allo sviluppo di una terapia efficace è riuscire a trasportare il gene corretto esattamente nel tessuto bersaglio, evitando effetti indesiderati in altri organi. I vettori virali adeno-associati, già ampiamente utilizzati in terapia genica, sono considerati sicuri ed efficienti, ma indirizzarli in modo selettivo al rene rappresenta ancora una sfida. Il dott. Miele ha testato una nuova modalità di somministrazione, l’iniezione retro-ureterale, che consente di raggiungere direttamente il rene, valutando l’utilizzo di due vettori specifici, dimostrando che uno in particolare ha una maggiore specificità per le cellule del tubulo prossimale del rene. Questi risultati preliminari pongono le premesse per un possibile nuovo approccio di terapia genica mirata per la sindrome di Fanconi-Bickel e per altre malattie genetiche rare.

Il lavoro del dott. Villanova ha per titolo ‘Oltre la disfunzione ciliare: BBS10 come regolatore principale del controllo di qualità mitocondriale e della resilienza metabolica nella sindrome di Bardet-Biedl’. Tale ricerca ha approfondito il ruolo di BBS10, una proteina coinvolta nella sindrome di Bardet-Biedl, una rara malattia genetica che può colpire diversi organi, tra cui i reni. Per studiarne la funzione, è stato utilizzato un modello cellulare in cui il gene BBS10 è stato inattivato, permettendo di osservare direttamente le conseguenze della sua assenza nelle cellule renali.

I risultati hanno mostrato che la perdita di BBS10 compromette in modo significativo il funzionamento dei mitocondri, le ‘centrali energetiche’ delle cellule. Per adattarsi a questa condizione di stress, le cellule attivano meccanismi di compensazione metabolica, modificando il modo in cui producono energia, con effetti negativi sulla stabilità delle cellule renali. Nel loro insieme, questi dati identificano BBS10 come un regolatore centrale dell’equilibrio energetico e della salute delle cellule renali, offrendo una nuova chiave di lettura dei meccanismi che portano al danno renale nella sindrome di Bardet-Biedl. Le ricerche del dott. Villanova aprono alla possibilità di valutare se interventi farmacologici miratipossano aiutare a ripristinare l’equilibrio energetico delle cellule e migliorare la funzione mitocondriale, ponendo le premesse per nuove strategie terapeutiche per la malattia renale associata alla sindrome di Bardet-Biedl.

Questi risultati ottenuti da giovani talenti formati negli ultimi anni da Biogem dimostrano la qualità della ricerca biomedica dell’istituto irpino, sempre più a vocazione traslazionale.