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    Biogem sponsorizza seminario su circuiti di geni batterici ingegnerizzati e terapia anti-cancro

    Sarà Tal Danino, professore associato presso il Dipartimento di Ingegneria Biomedica della Columbia University di New York, il protagonista del prossimo seminario di biologia computazionale, organizzato dall’Università di Napoli, ‘Federico II’, e sponsorizzato da Biogem. Il convegno si svolgerà in modalità streaming, tramite piattaforma TEAMS, e verterà sui molti contributi dati dalla biologia sintetica allo sviluppo di una nuova era della medicina, attraverso la programmazione genetica di cellule. Si parlerà, quindi, di questo approccio trasformativo, in grado di generare sistemi ingegnerizzati, dotati di un’efficacia che va oltre le possibilità delle terapie a base molecolare. Particolare attenzione sarà rivolta ai batteri ingegnerizzati per la terapia contro il cancro, ambito nel quale, grazie a un’ampia gamma di studi, è stata dimostrata la colonizzazione selettiva dei tumori solidi da parte dei batteri, dovuta principalmente a una sorveglianza ridotta da parte del sistema immunitario nei siti tumorali.

    ‘’Nel mio intervento – anticipa il professore Danino - farò riferimento ai progressi fatti nel nostro laboratorio, in relazione alla costruzione di un multi-scale framework per l’ingegnerizzazione di batteri come agenti diagnostici e terapeutici contro il cancro’’. ‘’Utilizziamo una metodica che collega la modellistica computazionale in silico, la caratterizzazione in vitro, e lo sviluppo di piattaforme, e i modelli murini in vivo per il cancro’’. ‘’Metteremo in evidenza – ha annunciato infine Danino – recenti esempi di batteri, programmati per rispondere agli ambienti tumorali, rilasciando specifici payload terapeutici, che variano dagli agenti citotossici a quelli immunomodulatori’’.

     

    locandina

     

    Ettore Zecchino

    Focus sui fenotipi cellulari dei mammiferi al seminario UniNa con la professoressa Lucia Marucci.

    Il prossimo seminario di biologia computazionale, organizzato dall’Università Federico II di Napoli, e sponsorizzato da Biogem, vedrà come ospite la professoressa Lucia Marucci. L’incontro, in programma nella consueta modalità in streaming, sarà l’occasione per approfondire le dinamiche complesse e non lineari che orchestrano il fenotipo cellulare in condizioni fisiologiche e patologiche. La professoressa Marucci discuterà degli approcci computazionali e sperimentali messi in atto per il multiscale modelling (o modellazione multiscala) delle dinamiche di espressione genica, proliferazione e spaziali, nelle cellule staminali embrionali e nelle cripte intestinali. Nel suo intervento, Lucia Marucci, professoressa associata in Biologia Sintetica e dei Sistemi all’Università di Bristol, ma con un passato nell’ateneo napoletano, proporrà l’impiego della biologia sintetica (synthetic biology) e della teoria del controllo, come metodica innovativa per accoppiare (abbinare) le dinamiche al fenotipo, per definire avanzati protocolli di coltivazione cellulare, e per disegnare nuove terapie di associazione (o combinate).

     

    Ettore Zecchino

    Strategie di prevenzione e cura antitumorali in seminario ex allievi Biogem

    Saranno l’identificazione di nuovi target terapeutici nella ricerca su alcuni tipi di cancro e le interazioni di geni e ambiente e prognosi di melanoma, i temi portanti del prossimo seminario di Biogem, in programma lunedì 3 maggio. Protagonisti del meeting i dottori Arturo Orlacchio e Isidora Autuori, entrambi ‘alumni’ del centro scientifico irpino. L’incontro, aperto dai saluti del presidente di Biogem, Ortensio Zecchino, e da quelli del professore dell’’Università degli Studi della Campania, Luigi Vanvitelli’, Fortunato Ciardiello, sarà presentato dal professore Gennaro Marino, responsabile dell’Area Formazione di Biogem.

    Nel corso del convegno, in programma nella consueta modalità in streaming, Arturo Orlacchio, attualmente alla Ohio State University, e in procinto di esordire come research scientist presso la New York University, porrà l’accento sul cancro anaplastico della tiroide (ATC), sul cancro non-a piccole cellule del polmone (NSCLC), e sull’adenocarcinoma duttale del pancreas (PDAC). Patologie accomunate da una particolare aggressività e dalla capacità di sviluppare resistenza alle terapie. Di qui, la necessità di aggiornare sempre lo studio dei meccanismi molecolari che contribuiscono alla trasformazione neoplastica, nonché alla sua progressione, al fine di identificare nuovi target farmacologici da utilizzare nella terapia. E l’attenzione sarà posta, in particolare, sull’inibizione della chinasi SGK1 e del complesso E3-ubiquitina-ligasi CTLH, che costituiscono possibili strategie per migliorare l’efficacia di approcci terapeutici, utilizzati, rispettivamente, nel trattamento del cancro anaplastico della tiroide, e del cancro non a piccole cellule del polmone. Sarà inoltre evidenziato che l’utilizzo di agenti demetilanti consente di potenziare l’effetto dell’immunoterapia in modelli preclinici di adenocarcinoma duttale del pancreas.

    Toccherà invece ad Isidora Autuori, research assistant presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, un focus sul melanoma, uno dei più aggressivi tumori della pelle, generalmente curabile, se diagnosticato in tempo. La dottoressa Autuori renderà infine noto un progetto in corso nell’ambito del ‘Genes, Environment, and Melanoma Consortium’, che mira a determinare le interazioni geni-ambiente attraverso l’identificazione delle caratteristiche genotipiche e fenotipiche del paziente. Condizioni che possono essere associate, con alta probabilità, al melanoma con decorso letale al momento della diagnosi.

     

    LOCANDINA

     

     Ettore Zecchino

    Biogem correla esposizione a pesticidi con alterazione degli ormoni tiroidei

    Nel mondo in cui viviamo siamo costantemente esposti a contaminanti ambientali che sono concausa di diverse patologie umane, quali malattie endocrino-metaboliche e tumorali, perché alterano i livelli di ormoni e la loro attività. Per questo sono definiti interferenti endocrini (EDCs) e includono composti quali le diossine, i bisfenoli ed anche diversi pesticidi utilizzati nella normale prassi agricola. Lo si evince da una ricerca del laboratorio ‘Geni e Ambiente’ di Biogem, diretto dalla professoressa Concetta Ambrosino, relativa agli effetti di pesticidi organofosfati e carbammati sulla salute endocrino-metabolica, e confluita in un articolo intitolato ‘Peripheral T3 signaling is the target of pesticides in zebrafish larvae and adult liver’ pubblicato sulla rivista “Journal of Endocrinology”. “In questo studio” - spiega il dottore Marco Colella- “abbiamo valutato gli effetti dell'esposizione embrionale e di lunga durata a pesticidi, come l’etilene-tiourea (ETU) e il clorpirifos (CPF) o delle loro combinazioni, sul metabolismo e sulla segnalazione intra-tissutale degli ormoni tiroidei’’. ‘’La ricerca transgenerazionale – chiarisce Colella - è stata condotta su modelli animali innovativi, tra i quali lo zebrafish, in diverse fasi dello sviluppo’’. ‘’A livello epatico, in particolare, è stata riscontrata una steatosi, con incidenza diversa tra maschi e femmine, anche a seconda della quantità di ormone tiroideo attivo (T3) presente nel fegato’’. ‘’Dati di maggior rilevanza – precisa infine Marco Colella- sono stati osservati sui figli di genitori esposti (generazione F2), quindi, non direttamente esposti al pesticida’’, confermando che ‘’i risultati conseguiti potrebbero spiegare gli effetti pleiotropici e sito-dipendenti dei pesticidi stessi’’.

     

    Ettore Zecchino

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